Ciclomotore, motociclo o monopattino elettrico: ognuno ha la sua targa (o il suo contrassegno) e la sua procedura. Il cinquantino è il primo mezzo di parecchie persone e, non a caso, è anche quello su cui girano più leggende: la targa è personale o del mezzo? Si può portare un passeggero? Cosa si fa se la rubano? E dal 2026 anche i monopattini elettrici hanno bisogno di un contrassegno per circolare. Qui sotto trovi le risposte, e in agenzia tutte le pratiche relative.
Ciclomotori: la targa segue la persona, non il mezzo
È la differenza principale rispetto all’automobile e al motociclo. La targa del ciclomotore è intestata alla persona e resta sua: se cambi ciclomotore non serve una targa nuova, si aggiorna l’abbinamento fra la tua targa e il nuovo veicolo. Il documento di riferimento è il certificato di circolazione, che riporta i dati del proprietario e quelli tecnici del mezzo.
I ciclomotori non sono iscritti al Pubblico Registro Automobilistico: per questo il passaggio di proprietà è sempre immediato. La targa del venditore, che è sua e non del mezzo, viene sospesa o cancellata; tu esci con la tua targa già in tuo possesso (se ne hai già una) oppure con una targa nuova, comunque abbinata subito al ciclomotore. Occorre solo la firma del venditore per sospendere la propria targhetta e vendere il ciclomotore, una procedura più snella rispetto al passaggio di proprietà di un’auto.
Motocicli: targa legata al veicolo, come per le auto
Per i motocicli vale la logica opposta a quella del ciclomotore: la targa è legata al veicolo, non alla persona, ed è iscritta al Pubblico Registro Automobilistico esattamente come per un’automobile.
Per un motociclo nuovo o di importazione, con la dichiarazione di conformità e la documentazione tecnica in ordine, l’immatricolazione è immediata: esci dall’agenzia con la targa già assegnata e il Documento Unico di circolazione e proprietà. Anche il passaggio di proprietà di una moto usata segue lo stesso iter di un’auto e, con l’autentica della firma fatta in sede, si chiude in 15-30 minuti.
In due sul ciclomotore: cosa serve davvero
Trasportare un passeggero è possibile, ma le tre condizioni devono valere tutte insieme:
- Chi guida deve essere maggiorenne. Sotto i diciotto anni il trasporto del passeggero non è consentito, qualunque sia il mezzo.
- Il ciclomotore deve essere omologato per due persone. Non basta che abbia la sella lunga o le pedane: deve risultare dall’omologazione del modello.
- L’omologazione deve comparire sul certificato di circolazione. È il punto che manda in fumo la maggior parte dei controlli: il mezzo sarebbe idoneo, ma il documento non lo dice.
Se il tuo certificato non riporta il posto passeggero, portacelo: verifichiamo l’omologazione originale del modello e, quando la situazione lo consente, aggiorniamo il documento. È una verifica che facciamo spesso e che costa molto meno di una multa.
Ricorda anche di comunicare la variazione alla tua compagnia assicurativa: la copertura per il trasporto del passeggero non è sempre automatica.
Targa rubata o smarrita, e certificato di circolazione
Sono due situazioni diverse e vanno tenute separate:
- Targa rubata o smarrita: per il ciclomotore non esiste il duplicato della targa. Sporgi denuncia entro 48 ore ai Carabinieri o alla Polizia: con quella copia puoi continuare a circolare per 15 giorni, applicando al mezzo un pannello con gli stessi numeri e le stesse dimensioni della targa originale. Se passati i 15 giorni la targa non è stata ritrovata, si procede con una nuova immatricolazione, con rilascio di targa e documento nuovi.
- Certificato di circolazione rubato o smarrito: qui il discorso cambia, perché il duplicato del documento esiste. Con la denuncia richiediamo direttamente il duplicato, senza bisogno di reimmatricolare il mezzo.
Porta la copia della denuncia in agenzia: ti diciamo subito quale delle due strade seguire e ci occupiamo di tutta la pratica.
Monopattini elettrici: il contrassegno identificativo
Dal 16 maggio 2026 anche i monopattini elettrici devono avere il loro contrassegno identificativo: chi circola senza rischia una sanzione da 100 a 400 euro e il fermo del mezzo. Non è una targa in metallo ma un adesivo plastificato e non rimovibile, legato al codice fiscale del proprietario, da applicare sul parafango posteriore (o sul piantone dello sterzo se il parafango non c’è).
Ci sono due strade per ottenerlo:
- Da solo, sul Portale dell’Automobilista: accedi con SPID o CIE, inserisci i dati del monopattino e del proprietario, paghi con PagoPA e attendi l’esito della richiesta. Se va a buon fine devi comunque prenotare un appuntamento e ritirare il contrassegno in Motorizzazione: tra attesa e prenotazione, se tutto fila liscio, servono in genere dai 7 ai 10 giorni.
- In agenzia: siamo uno studio di consulenza automobilistica abilitato e abbiamo i contrassegni già disponibili. Porti un documento di riconoscimento, firmi la modulistica, inoltriamo noi la pratica sulla piattaforma dedicata e, se la verifica automatica va a buon fine, esci con il contrassegno già applicato in circa 15 minuti.
L’obbligo assicurativo RC per i monopattini è stato differito al 16 luglio 2026: verifica comunque con la tua compagnia i termini della copertura.
Le pratiche che facciamo
- Rilascio della prima targa per ciclomotori e motocicli nuovi o di importazione.
- Duplicato del certificato di circolazione dopo furto, smarrimento o deterioramento, e nuova immatricolazione quando la targa del ciclomotore non è recuperabile.
- Passaggio di proprietà di ciclomotori e motocicli, con autentica della firma in sede.
- Abbinamento della targa a un nuovo mezzo quando si cambia ciclomotore.
- Verifica e aggiornamento dell’omologazione per il trasporto del passeggero.
- Rilascio del contrassegno identificativo per monopattini elettrici, con consegna in agenzia in circa 15 minuti.
- Pratiche per quadricicli leggeri, le cosiddette microcar, che seguono lo stesso regime dei ciclomotori.
Chiamaci per la targa del tuo ciclomotore, moto o monopattino