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Bollo auto: quando scade davvero e cosa fare se non l’hai pagato

Guide · · 4 min di lettura

Il primo equivoco sul bollo auto riguarda la data. Moltissime persone sono convinte che scada a fine anno, come una specie di tassa di Capodanno. Non è così, ed è il motivo per cui tante annualità saltano senza che nessuno se ne accorga.

Quando scade davvero

La tassa automobilistica copre dodici mesi che partono dal mese di prima immatricolazione del veicolo, oppure — per un veicolo usato — dal periodo coperto dall’ultimo pagamento effettuato. Il versamento va fatto entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello in cui il periodo si conclude.

Un esempio concreto: un’auto immatricolata a marzo ha il periodo che si chiude a fine febbraio, e il bollo si paga entro il 31 marzo. Un’auto immatricolata a settembre ha tutt’altro calendario. Due veicoli comprati a pochi mesi di distanza possono avere scadenze completamente diverse, e chi ne ha più di uno si perde con facilità.

Non ricordi la tua scadenza? Con la sola targa la troviamo in un minuto, e ti diciamo anche se ci sono annualità arretrate. È una verifica che facciamo abitualmente, anche a chi poi paga altrove.

Cosa succede se salti un’annualità

Il debito non sparisce e cresce. Il percorso tipico è questo:

  1. Interessi e sanzione. Fin dal giorno dopo la scadenza maturano interessi e una sanzione che aumenta con il passare del tempo.
  2. Avviso di accertamento. L’ente competente notifica il debito con gli importi aggiornati.
  3. Iscrizione a ruolo e cartella. Da qui si aggiungono aggi e spese di riscossione, e il ravvedimento non è più possibile.
  4. Fermo amministrativo. Nei casi più avanzati il veicolo viene bloccato: non può circolare e non può essere venduto finché la posizione non è sanata.

Il salto fra il punto 2 e il punto 3 è quello che fa la differenza economica. Muoversi prima costa una frazione.

Il ravvedimento operoso

È lo strumento che permette di regolarizzare spontaneamente un pagamento omesso, versando il tributo dovuto più gli interessi e una sanzione ridotta. La riduzione è tanto più consistente quanto prima si interviene: chi si accorge dell’omissione dopo qualche settimana paga molto meno di chi se ne accorge dopo due anni.

Il ravvedimento non è più possibile una volta che è stata notificata la cartella o che il debito è iscritto a ruolo. È esattamente per questo che la verifica preventiva conta: scoprire l’arretrato oggi, quando si può ancora ravvedere, invece che quando arriva la raccomandata.

Tre situazioni che vediamo spesso

1. Il pagamento fatto ma non registrato

Capita con i versamenti effettuati su una targa sbagliata o attraverso canali non ufficiali. Se hai la ricevuta la posizione si sistema: conserva sempre le ricevute, sono l’unica prova che hai.

2. Il conteggio disallineato dopo un ritardo

Un anno pagato in ritardo può spostare il periodo di riferimento, e da lì in poi la scadenza percepita e quella reale non coincidono più. Si sistema con una verifica sullo storico.

3. L’auto venduta ma mai volturata

È il caso peggiore: il bollo continua a essere richiesto a chi risulta intestatario al PRA, anche se il veicolo è in mano a qualcun altro da anni. Qui non basta pagare, va sistemata l’intestazione. Ne parliamo nella guida al passaggio di proprietà.

L’auto ferma in garage paga lo stesso

È l’altro grande equivoco. La tassa automobilistica colpisce il possesso, non l’uso. Un’auto che non esce dal box da tre anni deve comunque il bollo, perché risulta ancora nella disponibilità del proprietario e iscritta al PRA.

Gli unici modi per interrompere l’obbligo sono la radiazione del veicolo — per demolizione o per esportazione — o la cessione a un altro soggetto. Esistono poi le esenzioni previste dalla legge, principalmente:

  • i veicoli di persone con disabilità, nei casi e con i requisiti previsti dalla normativa;
  • i veicoli storici ultratrentennali iscritti ai registri riconosciuti, che godono di un regime agevolato;
  • i veicoli sottoposti a fermo o sequestro, nei limiti stabiliti.

Il modo più semplice per non pensarci più

Le scadenze dei veicoli hanno la brutta abitudine di non avvisare. Per questo teniamo un scadenziario gratuito: registri la targa una volta sola e ti scriviamo noi qualche settimana prima di ogni scadenza — bollo, revisione, patente, CQC e carta tachigrafica.

Se invece vuoi solo capire come sei messo, porta la targa: la verifica dello storico è la prima cosa che facciamo, e non ti impegna a nulla. Il dettaglio del servizio è nella pagina bollo auto e moto.

Fai controllare la tua targa

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